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Donne icona anni ’60: idoli evergreen

Se gli anni ’50 rappresentano l’ottimismo, la voglia di rinascere e di andare avanti, gli anni ’60 nell’immaginario collettivo rappresentano l’era della ribellione, della rivoluzione e dei grandi cambiamenti.

In particolare, in quegli anni, complice l’affermazione dei media, si ha un radicale cambiamento nella concezione della figura femminile, che comincia ad avere sempre più libertà.

Una vera e propria emancipazione femminile, che si rispecchia anche nel modo di vestire, con l’affermarsi di capi come i collant, grazie alla commercializzazione del Nylon, ma soprattutto la minigonna.

Un piccolo lembo di tessuto divenuto negli anni ’60 simbolo di ribellione, ma al contempo, bandiera di un nuovo canone di bellezza, dove le forme sinuose lasciano spazio ad una fisionomia più androgina, di cui è portabandiera un’adolescente londinese: Lesley Hornby, in arte Twiggy.

Icone anni ’60 : Twiggy

anni ’60

Twiggy Lawson nasce nel 1949 in un sobborgo di Londra; a 16 anni, mentre lavora da un parrucchiere, viene notata da Justin de Villeneuve, che vede in lei il simbolo della Swinging London di quegli anni.

Ed è così che Twiggy (“stecchino”, soprannome che le viene dato dallo stesso de Villeneuve, per il suo fisico magrissimo) diventa ben presto volto delle copertine delle riviste più prestigiose, quali VogueElle, solo per citarne alcune.

In quegli anni Twiggy viene notata da Mary Quant la quale decide di affidare alla sua immagine il lancio della minigonna, della quale diverrà portabandiera grazie alle sue linee sottili ed affusolate.

Mary Quant

Un’icona degli anni ’60 per aver rivoluzionato la moda, ma anche la società, semplicemente prendendo un paio di forbici e tagliando di due dita appena sopra il ginocchio un pezzo di stoffa, fino a quel momento simbolo di sobrietà e classe, facendolo diventare un fenomeno e “liberando le gambe delle donne”.

anni ’60

Mary Quant è considerata la pioniera della moda di quegli anni, con l’invenzione della minigonna.

Coraggiosa, innovativa e umile, ma con la pretesa di creare il cambiamento, portò ad un vero e proprio cambiamento nella moda e nello stile, fatto di gonne sempre più corte, capelli a caschetto e stivali bianchi.

Jane Birkin

Per molte fashion addicted dei giorni nostri, soprattutto giovani, quel cognome fa subito venire in mente la “Borsa” con la B maiuscola, quella che ognuna di noi sogna come regalo, ma per chi è nato negli anni ’60, Jane Birkin è soprattutto un’icona per gli amanti del “fuori dell’ordinario”.

anni '60
Fonte: Pinterest

Classe 1946, con qualche “chiazza di sangue blu” (il padre, comandante della Royal Navy, è un lontano discendente dalla famiglia reale inglese), nella seconda metà degli anni ’60 diventa una vera e propria musa per la generazione Swinging London insieme a Twiggy, per il suo fisico androgino, ma soprattutto per il suo modo di vestire basato sulla semplicità.

Icone anni ’60 : Mia Farrow

Fonte: Pinterest

C’è chi la ricorda come interprete del film “Rosemary baby”, ma ancora prima di essere ricordata come la moglie dal 1966 al 1968, di Frank Sinatra, Mia Farrow è ricordata e amata tuttora per  il suo stile giocoso e un po’ infantile, che insieme al suo fisico minuto e caschetto.

Veruschka

Se si parla di “moda” e di anni ’60, non si può non citarla, anzi nominarla, perchè Veruschka non fu una modella, ma la modella per eccellenza.

Di origini tedesche (anche se per lavorare e trionfare nel mondo della moda si finse di origini russe), Veruscka con la sua prorompente sensualità nonostante il suo fisico magro e slanciato, divenne musa di grandi artisti, nonché ideale di bellezza per le donne dell’epoca e non solo.